Booktrailer di "Mani Nude"
martedì, 09 dicembre 2008 - 09:37

it.youtube.com/watch

Per ora Splinder non mi lascia fare altro. Vedrò di setacciare le varie modalità per postare il video anche qui. E poi ci sarà tanto da dire. E per iniziare...

"MANI NUDE" HA VINTO IL PREMIO SCERBANENCO!!! 

Paola Barbato - Mani nude
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"MANI NUDE" FINALISTA AL PREMIO SCERBANENCO!!!
martedì, 02 dicembre 2008 - 19:17

Lo so da pochi giorni, ancora non me ne capacito, so di non avere possibilità di vittoria, ma essere nella CINQUINA dei migliori gialli/thriller/noir usciti in Italia nel 2008 è un motivo ENORNE di orgoglio. Soprattutto per le miriadi di motivazioni contenute in questo blog. E' stata la giuria a portarmici (8 voti popolari, e io manco sapevo che c'era la possibilità di votare) e tanto mi basta. Sarà una bella serata, soprattutto perchè, nuvole fantozziane permettendo, verrà trasmesso lì, a Courmayeur, in prima assoluta il booktrailer. Potevo chiedere di più? Quindi godetevi le mezze verità di Minuto, Rafaelo e Annalisa. A volto semi-coperto, ma stanno arrivando!!!



 



 



Paola Barbato - Mani nude
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Sta arrivando...
martedì, 04 novembre 2008 - 19:48

... ed è SPETTACOLARE!!!

Paola Barbato - Mani nude
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Batiza vive e lotta con noi.
martedì, 14 ottobre 2008 - 21:44

Il 12 ottobre 2008 alle ore 19.00 è stata girata l'ultima scena del booktrailer tratto da "Mani Nude". Ora un gruppo di professionisti che ha "abbracciato la causa" di questo libro si occuperà della postproduzione, mintaggio, suoni. Ci vorrà qualche settimana, poi il trailer verrà messo online. Ne ho parlato poco, e poco ne parlerò fino a che non lo vedrò scorrere sullo schermo. Ringrazio sin da ora tutti quelli che vi hanno partecipato, in qualsiasi ruolo lo abbiano fatto, dal regista Mauro Uzzeo al più casuale dei figuranti. Finchè non sarà online la scaramanzia non mi farà dire di più, non ci saranno nomi, se non quelli che potete trovare già ora sul mio blog ufficiale http://ilrolliodellanaconda.blogspot.com oppure su MySpace o Facebook. Verrà il giorno perchè ciascuno abbia l'inchino che gli spetta da parte mia. Sino ad allora a parlare sarà il volto di Batiza e qualche immagine rubata dal set (foto di Erica Fava).

 



 

 

 

 





  

 



 



 



 



 



 



 



 



 



 



Paola Barbato - Mani nude
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Camminando
domenica, 28 settembre 2008 - 22:06
Questo blog langue.
Langue da settimane, dalla pubblcazione della prima immagine del booktrailer.
E' una scelta precisa, in questo istante tutto è immobile, tutto tace, tutto attende.
Ci sono eventi che forse si spegneranno come una miccia bagnata, altri che deflagheranno.
Qualcosa è cambiato.
Qualcosa sta cambiando.
Qualcosa cambierà.
Ma PRIMA.
Prima.
Prima il booktrailer dovrà essere terminato.
Poi alcune cose andranno dette.
Se avete amato questo libro vi chiedo solo di avere pazienza.
Che forse è la pazienza del ragno.
Paola Barbato - Mani nude
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Booktrailer
venerdì, 05 settembre 2008 - 11:51

Il mio lungo silenzio è dovuto anche a questo. C'è ancora parecchio da dire su "Mani Nude", e alcune cose sono... beh, sono. Intanto, visto che ormai la notizia si è diffusa, pubblico un fotogramma del book-trailer del romanzo che abbiamo girato negli scorsi giorni a Roma. Per scaramanzia non ne parlerò oltre, niente nomi, niente date, niente buoni e cattivi propositi. Anche se, di nome, uno in effetti posso farlo: quello che vedete qui sotto è Batiza.

Paola Barbato - Mani nude
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La fuga
sabato, 16 agosto 2008 - 22:07
Era stato chiaro da subito che non sarebbe sceso da solo da quel ring. Ed era stato altrettanto chiaro che chi rimaneva lì dentro finiva sul trabiccolo del Memente. Minuto aveva sprecato un massimo di quattro secondi di immobilità prima di dire: «Il Creolo».
E Batiza si era buttato giù senza nemmeno valutare l’altezza, addosso al Guardiano che rinculava, alzava il braccio ma non abbastanza in fretta da non farselo spezzare. E la pistola cadeva a terra. Batiza l’aveva guardata, ma pure in quella situazione non aveva avuto il coraggio di toccarla. La mano di Minuto era volata rasoterra a raccoglierla e senza nemmeno prendere la mira l’aveva alzata e aveva colpito nel centro della testa l’uomo grassotto. C’erano state delle grida e un momento di panico. L’uomo aveva preso per mano Batiza appoggiandogli il manico appiccicoso del coltello all’interno del palmo. C’erano stati diversi spari ma la corsa dei due attraverso la folla, in mezzo alla folla, calpestando chiunque li rallentasse troppo, era continuata. Minuto davanti e Batiza dietro. L’uomo non si dirigeva verso una delle uscite, puntava uno Scagnozzo che apparteneva all’Organizzazione rivale. Gli si buttò addosso e in perfetta simbiosi lo stesso fece Batiza, le loro mani strette intorno al serramanico fecero il resto. Lasciarono il coltello insieme al cadavere dell’uomo e Minuto infilò nelle braghe cinesi di Batiza una seconda pistola fredda e pesantissima. Passarono dagli spogliatoi sentendo voci confuse, impastate, distanti, che li seguivano. Correvano verso una porta antipanico.
«Ora io la apro. Lì dietro se siamo fortunati ce n’è solo uno, se hanno sentito gli spari di solito il secondo corre verso l’ingresso. Ma se sono due spari tu al secondo. Capito?»
«No.»
«Io apro, sparo al primo e tu spari al secondo.»
Batiza scattò, ignorando l’ordine, troppo giovane e veloce perché Minuto potesse raggiungerlo, diede una spallata alla porta antipanico e si buttò a terra. Sentì il rumore dell’esplosione e qualcosa che gli schizzava a fianco. Poi un secondo sparo sordo. E le mani di Minuto a raccattarlo da terra.
«Sei un maledetto testone!»
«Io non sparo, io non so sparare, Minuto, io non sparo!»
«Corri! Sai almeno correre?»
Così si buttarono in un campo di sterpaglie, bassi, mezzi nudi, uno scalzo. E dietro voci e luci, ma poi…
… poi…
poi una sirena.
E la risata. La prima vera risata forte, trionfale di Minuto. L’uomo correva a torso nudo con due pistole in mano, sangue non suo dappertutto, felice perché qualche cittadino zelante aveva riconosciuto la differenza tra un petardo e uno sparo. E aveva chiamato la polizia.
Paola Barbato - Mani nude
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I temi
lunedì, 11 agosto 2008 - 14:28
Più il tempo passa e più io sento dire cose bizzarre su questo romanzo. "Reazionario" è l'ultima. Addirittura c'è stato chi mi ha fatto un parallelo con "Gomorra" (su che base non si sa). Quando faccio gli incontri col pubblico sono sempre molto chiara, quasi didascalica, su quali fossero i temi che volevo trattare:


LA NORMALITA': che cos'è "normale"? Per un cacciatore è normale sparare agli uccellini, io se ne vedo uno che lo fa prima urlo, poi mi sento male e poi probabilmente infrangerei qualche legge del codice civile o penale. Per i contadini è normale tirare il collo alle galline. Per un signore trentino che conosco è normale allevare caprette, dar loro un nome, coccolarle, vezzeggiarle e un giorno sventrarle per mangiarsele. Per Giovanni Brusca era normale sciogliere la gente nell'acido. Per molti malavitosi (soprattutto quelli appartenenti alle cosche) è normale fare una pennichella, cenare, mettersi il casco integrale, prendere la pistola, arrivare davanti a un bar, sparare a chi si deve sparare e poi tornare a casa e guardarsi la tv. Il concetto di "normalità" varia a seconda di ciò che è il nostro quotidiano, e qui passiamo al secondo tema.



LA CATTIVITA': "L'isola dei famosi" insegna che un uomo tolto dal suo habitat naturale cambia. Alcuni si adattano, altri danno il peggio di sé stessi (questi sono la maggioranza). Il livello di adattabilità da cosa dipende? Dall'età? Secondo "Il signore delle mosche" direi di no. Dall'intelligenza, dal livello culturale? Dalla dose di istinto, da quella parte ferina racchiusa in noi? Davide si adatta perchè è un bamboccione, perchè non è un adulto e non è più un bambino, perchè è buono di fondo, perchè vuole facilmente bene e si fa facilmente voler bene. Davide è un'anima semplice e questo gli consente di accettare le cose per quelle che sono.


LE REGOLE: che la società non funzioni è un fatto. Che ma mafia funzioni è altrettanto un fatto. Ogni organizzazione malavitosa ha regole ferree. Vero è che chi sgarra non fa una bella fine, e sarà forse questo, oppure sarà dell'altro, ma in sostanza il succo è che nella malavita le regole si rispettano e le cose funzionano, magari non come un orologio ma funzionano. Mi ci interrogo spesso. La mafia funziona. A modo loro il Fascismo e il Nazismo hanno funzionato. Il Comunismo in Cina mi sembra ancora reggere bene. La costrizione paga, la libertà, nemmeno quella fittizia no. Alla fine, tolto quel dettaglio dei combattimenti, che cosa mancava ai lottatori per essere felici? La tv?


I RIFERIMENTI: tema spinosetto. Era Conrad quello delle anatre? Non importa. Un pulcino segue sempre la prima figura che vede muoversi. La segue e la imita. Ciascuno di noi ha un riferimento, e a una certa età il tipo di riferimento è cruciale. Chi ha il culo di incontrare un professore da "Attimo fuggente" probabilmente avrà la strada spianata. Chi trova un prete attivista anche (non parlo di preti che stanno in parrocchia, parlo di quelli che ti portano in giro a dar da mangiare nelle mense oppure a dare una mano nei centri d'accoglienza). Chi ha un fratello maggiore figo che si prende la briga di indicarti la vita ha fatto bingo. Non a tutti va bene. Il bulletto del quartiere, un padre violento o semplicemente rigido, distante, un professore stronzo che odia il suo lavoro e la sua materia... Non sono moralismi, sarebbe carino poter credere che uno si voglia fottere la vita per scelta, ma invece la piega che prendiamo deriva sempre da un riferimento. E ciascuno ce l'ha, anche chi non ce l'ha. Scova il riferimento dei tuoi 14, 15, 16 anni e capirai chi sei e perchè lo sei. E' la natura umana, e funziona così.


Paola Barbato - Mani nude
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Ancora poco
lunedì, 11 agosto 2008 - 00:48
E svelerò il progetto che mi tiene lontana da questo blog.
Pazientate, è questione di giorni.
Paola Barbato - Mani nude
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La sottile linea gialla
venerdì, 25 luglio 2008 - 20:22
Dopo l’incontro fu necessario l’intervento di Frankenstein, perché il ragazzo respirava male.
«Mi sento un peso sul petto. Cos’è?»
«Ora vediamo, ora vediamo, dobbiamo andare via di qui, va bene?»
«Sì, ma non è che muoio, vero?»
«Non ancora.»
Lo aiutarono a uscire appena in tempo per vedere il furgone del Memente che si allontanava.
«Perché era venuto? Chi lo ha chiamato? Pensavate che perdessi?»
«Non pensavamo niente, è la prassi, stai calmo.»
«Non era la prassi, prima» ansimò vistosamente Batiza.
Frankenstein lo fece sdraiare sul sedile del Furgone così com’era, tutto impiastricciato di sangue e con le braghe cinesi da buttar via.
«Prima di che?» chiese distrattamente.
«Prima che Minuto scomparisse.»
Il ragazzo si levò a sedere e afferrò il medico per un polso.
«Piccolo bastardo, tu non hai niente» gli sussurrò il
Dottore, e da queste poche parole Batiza capì che era dalla sua parte.
«È Minuto che mi ha insegnato a fingere di stare male. E non solo di sentire dolore, ma anche…»
«Allora fammi scendere.»
«Franco.»
Era la prima volta che lo chiamava per nome, e a Frankenstein fece un certo effetto.
«Fammi scendere…»
«Franco, non ti faccio niente, mi hai fatto toccare la cistifellea, ricordi? Sono cose che non si dimenticano.»
Anche la tecnica della sdrammatizzazione gliel’aveva insegnata Minuto. Infatti al Dottore scappò un sorriso.
«Fammi andare. Davvero.»
«Dov’è Minuto?»
L’uomo si guardò furtivamente alle spalle e gli appoggiò due dita sul collo come per sentirgli il battito.
«Dimentica Minuto. Ricorda i suoi insegnamenti ma lui dimenticalo. Non tornerà.»
«Perché?»
La maschera era andata in pezzi e il tono disperato indusse il medico a rassicurarlo, ma per la ragione sbagliata.
«Stai tranquillo, i grandi capi vanno pazzi per te. Tu non corri nessun rischio.»
Il portello si spalancò e le figure di Claudio e del Creolo si stagliarono contro la notte.
«Sembrava un pneumotorace, invece è una banale insufficienza
respiratoria dovuta allo stress. È ansioso, questo ragazzo.»
Uscì veloce dal Furgone e il portello si richiuse per aprirsi solo davanti alla Garganella. Batiza percorse il tratto dalla porta rossa allo Stanzone con lentezza. Minuto non c’era più. Minuto doveva dimenticarselo. Minuto che era tutto quello che aveva.
Mi aveva messo in guardia. Ma davvero era troppo tardi.
Mancavano un paio d’ore all’alba, rientrò nel buio quasi totale, eppure a una prima occhiata gli sembrò che lo Stanzone fosse diverso, anche se non avrebbe saputo dire come. Poi Scottex accese la sua lampada e capì: c’era un letto in meno, Castore non era rientrato.
Fu allora che i Cani cominciarono a morire.
Paola Barbato - Mani nude
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