martedì, 27 maggio 2008 - 13:59
E’ strano come abbia rimandato questo momento. Minuto è un personaggio incredibilmente complesso anche per me. Eppure è il mio alter-ego. In ogni romanzo, in ogni racconto o storia a fumetti che ho scritto c’era un personaggio che dava voce alle mie idee o a un mio modo di essere e di comportarmi. Minuto rappresenta il mio ideale di uomo forte, uomo-padre, protettore. La sua eleganza nei modi e nelle parole (linguaggio semplice, mai una parolaccia, se non proprio in casi di estrema tensione), mai un eccesso, nemmeno quando lo vediamo con un bicchiere di whisky in mano. Unica debolezza le sigarette, che si rolla da solo. Rigido nelle sue regole ma anche sempre gentile, di una gentilezza burbera che lo fa assomigliare a un’infermiera brusca. A Minuto lungo il romanzo vediamo fare quasi di tutto: lavare le ferite a un ragazzo, schiacciare col piede il collo a un altro, valutare camicie e pantaloni, sparare, guidare come un autista di rally, risolvere un sudoku, camminare scalzo, ballare, dormire in un fienile, combattere, preparare da mangiare, leggere libri… E tutto sempre con la stessa compostezza, con quell’aria stanca e disillusa di chi non si fa sorprendere più da niente, men che meno dalla vita. Minuto è nato prima di “Mani Nude”, è nato prima di Batiza, il suo nome e il suo viso (per me sempre e solo quello di un nostro attore partenopeo) erano lì, pronti in tutta la sua complessità prima ancora che scrivessi la frase d’ingresso, protagonista di un post che arriverà a breve. Minuto è nato per essere amato. E chi lo ha letto, anche controvoglia, un po’ gli si è donato, come un topolino incantato da un serpente.









