Dei luoghi, dei suoni, dei piccoli rituali
sabato, 31 maggio 2008 - 00:02

Ciao crawler, qui è Paola Barbato Mani Nude Batiza Minuto Rizzoli Romanzo. Contenti, rompiballe?



Me lo chiedono a volte, e io mi schermisco e cambio discorso: dove scrivi? Che musica ascolti? Com'è il tuo processo creativo? E io mi ingarbuglio subito perchè una risposta non ce l'ho. Non ce l'ho, sul serio, non una risposta seria, da professionista. Però ho risposte parziali sui dettagli, e a quelle non scappo neppure io.



DOVE SCRIVI?

"Mani Nude" ha visto la luce sulla bellezza di 4 computer, 3 pc e un portatile (requiescat in pacem). Il primo luogo dove scrivo è il mio studio, detto anche "Il buco".



 



 



 



E' una taverna/scantinato che lo scellerato padrone di casa dipinse di un porpora che fa molto Twin Peaks, con delle specie di lanterne marinare al posto delle lampade, due bocche di lupo, un sottoscala, una porta di metallo che dà sull'ex-locale caldaia. E' sporco, scrostato e pieno di ragnatele. Ha un camino che non funziona ed è sempre freddissimo (infatti scrivo appollaiata su un termosifone elettrico). Me ne sono innamorata subito e ha il vantaggio che lì posso scrivere circondata dai miei cani, dispensatori di serenità.





Il secondo posto è il pc del padre di mia figlia, di solito zona off limits ma benevolmente concesso nei periodi più convulsi della stesura, quando scendere nel buco di notte era proibitivo (si congelava).



 



 



Il terzo posto, paradossalmente il più prolifico, è lo stesso pc che sto usando ora, quello della mia casa da single. Ha un 56k e al tempo pure 700 virus o giù di lì, word si impiantava ogni due per tre e i files erano sempre spezzettati. Eppure i passaggi che considero più belli (finale compreso) li ho scritto qui, su questo scassone (faccio notare lo schermo 14"). Lo stile dello studio è stato scrupolosamente creato a mia immagine e somiglianza.



 



Infine ecco le tristi spoglie del mio vecchio portatile. Non è servito moltissimo, perchè aveva una tastiera indegna e si impallava sempre, poi mi sparivano i files (mah), però quando è dipartito non me l'aspettavo (e il vecchio pc scassone ne ha subito approfittato per dipartirsene anche lui, ma ormai il romanzo era finito).



To be continued...



Paola Barbato - Mani nude
in: facts
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Commenti
#1    31 Maggio 2008 - 06:03
 
Ciao Paola, è interessante sapere in che modo creano gli scrittori, qual'è la stanza preferita, di cosa e di chi si circondano ecc... Molti lo scrivono nella prefazione o post del proprio libro, te hai fatto meglio: con le foto.
Domando: riesci a rigiranti bene nel tuo studio? ;-)
Ciao Federico
utente anonimo

#2    31 Maggio 2008 - 09:15
 
Ciao Federico. Beh, sai che è una domanda più comune di quanto si creda? Non comune come "da dove ti arrivano le idee?", che le batte tutte, ma ben posizionata. Alle persone diverte immaginare il luogo di lavoro non solo degli scrittori, ma un po' di tutte le persone che fanno mestieri "strani". Visto che questo blog racconta "Mani Nude" dalle origini in tutti i suoi aspetti mi sembrava carino mostrare anche questo.

In effetti il disordine crea disagio in chi lo subisce, non in chi ne è autore. Io ho sempre vissuto nel caos, come quegli insetti che chiamiamo "forbicine" e ritagliano foglie e rametti per ammucchiarli e farci la tana. Mi oriento meglio nel mio disordine che nell'ordine di chicchessia!
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#3    03 Giugno 2008 - 15:13
 
Ciao Paola,
devo ammettere che, per quanto io adori la Loggia Nera di Twin Peaks, credo che mi sentirei un pò "inquieto" a scrivere in un ambiente che lo ricordi anche solo vagamente.
Ma pensare che alcune storie di Dylan possano essere state partorite lì, è quantomeno suggestivo.
Riguardo la nascita delle idee, credo che i posti più gettonati siano il bagno e il treno. E' così anche per te?
Giangidoe
utente anonimo

#4    03 Giugno 2008 - 23:45
 
La terza foto è splendida.
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#5    04 Giugno 2008 - 19:28
 
No, Giangidoe, bagno e treno non mi ispirano. Mi ispira tantissimo, come detto, la macchina. Interminabili giri sulla tangenziale a partorire idee...
utente anonimo

#6    07 Giugno 2008 - 20:14
 
L'ho sempre pensato: nel caos c'è creatività!
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#7    12 Giugno 2008 - 17:57
 
Paola, complimenti per lo studio da single! E' quasi più caotico del mio... non lo credevo possibile... ;-)

Il buco è affascinante, scrivere lì deve essere molto creativo.

Il terzo pc è troppo professionale ma per le emergenze si usa qualsiasi cosa... io ho usato anche il pc di mio padre, che per misteriosi motivi solo lui riesce ad usare, a me si impiantava in continuazione.

La nascita di un romanzo è comunque una gestazione ed è una sensazione strana quando si finisce una pagina o un capitolo, perchè io mi sento svuotato ma soddisfatto.

Daniele
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