Bello Da Morire
domenica, 01 giugno 2008 - 02:40

Barbato Batiza Mani Minuto Nude Paola Rizzoli Romanzo. Stupidi crawlers.



In una recensione è stato sottolineato come suoni strano il tema della bellezza in un libro come questo. La bellezza, salvo rare eccezioni come "Il ritratto di Dorian Gray", è un tema considerato "leggero", e ha lo scopo di ingentilire qualsiasi testo. La bellezza nella bruttura del "mondo a parte" che ho descritto ci sta come i cavoli a merenda. Apparentemente. Cosa spinge Minuto a scegliere Davide Bergamaschi, ragazzotto della Torino-bene in mezzo a una marea di gente? Cosa lo colpisce subito? La corporatura, il fatto che Davide è alto e svetta sui suoi compagni? La giovinezza e l'idea di forza e vitalità che trasmette? Forse anche quell'atteggiamento incerto di chi è fuori luogo, fuori dal suo ambiente, fuor d'acqua e così via? Certamente ognuno di questi elementi. Ma se qualcosa di vivo era rimasto nell'animo ormai indurito di Minuto, quella cosa si chiamava curiosità. E la curiosità viene risvegliata dalla bellezza di Davide. Che non viene scelto per diventare un combattente, viene scelto come capro espiatorio, carne da macello, un bene usa-e-getta. Le cose andranno diversamente. E allora Minuto, il solo che VEDE Davide con il viso tumefatto e sporco di sangue dopo la sua prima esperienza di morte, forse ha la grande intuizione. Un combattente forte, invincibile, superiore agli altri perchè perfetto, immacolato nel fisico e nella mente. Un angelo vendicatore. Il valore aggiunto della perversione. Perchè Minuto è un mercante di morte, e non in senso lato, ma non per questo è la figura peggiore di tutte. Ci sono i clienti. E per i lavori speciali i clienti chiedono sempre solo due nomi: Batiza e Fester. L'angelo e il mostro. Il ragazzino della porta accanto, che si muove in uno svolazzo di pantaloni immacolati e di una casacca lunga come la tunica dei santi. Il gigante deturpato, quasi analfabeta, animale nei movimenti, costretto in abiti da straccione, brutale nei gesti tanto quanto è delicato nel curare la sua piccola collezione privata. Uno schiavo della sua bellezza come l'altro della sua mostruosità, al punto da renderli uguali. Perchè cosa suscita più orrore ed eccitazione? Vedere un'innocente soccombere sotto i colpi della bellezza o della mostruosità? E no, non c'è nessun errore di battitura...   

Paola Barbato - Mani nude
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Commenti
#1    05 Giugno 2008 - 12:43
 
La cosa peggiore... quando pubblichi un libro è che da quel momento in poi chiunque potrà fraintendere te e la tua storia. è dura da accettare... è dura da superare. Non si deve alimentare l'illusioni che gli altri riescano a penetrare la profondità delle tematiche. La superficie è violenza, tutto quello che sta al di sotto è bellezza, amore, umanità, cuore, sangue, carne. é quella cosa che ci portiamo dentro, sono tutti i nostri attimi. E tu pensi che qualcuno possa davvero capire? Ringrazia i pochi e il resto parli. Carlotta.
utente anonimo

#2    05 Giugno 2008 - 13:16
 
E io ringrazio, Carlotta. Ringrazio sentitamente.
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