sabato, 07 giugno 2008 - 19:48
Batiza seguì il Guardiano, neanche il tempo di salutare e già la porta gli si chiudeva alle spalle. Lo seguì lungo il corridoio, era il percorso che portava verso l’uscita. Claudio era nervoso, si accarezzava continuamente il fianco, anche se non poteva tenerla lì, la pistola. Arrivarono al crocevia, nel punto dove gli avevano messo il cappuccio, e si fermarono. C’erano degli Scagnozzi, ma non erano tre, erano cinque. In cima alla scala tre di loro erano fermi immobili e fissavano qualcosa laggiù, in fondo ai gradini.
«Cosa succede, Claudio?» la voce di Batiza era un soffio.
«Zitto.»
Rumore di passi, qualcuno che saliva. Il ragazzo sentì le mani fredde e istintivamente si avvicinò di un passo al Guardiano.
«Per favore…»
«Zitto.»
Anche Claudio aveva abbassato la voce. I tre Scagnozzi fecero un passo indietro. Con passo lento e cadenzato un uomo sui trent’anni, vestito con jeans strappati e una maglietta nera, comparve in cima alla scala. Superò gli uomini senza vederli, sembrò non vedere nemmeno Batiza e proseguì dritto verso l’uscita. Subito gli Scagnozzi gli si sistemarono davanti e dietro, come una vera scorta. L’uomo non era particolarmente alto e non era particolarmente bello, ma il ragazzo rimase colpito. Sapeva chi fosse, o almeno cosa fosse.
È un Cane Maggiore.









