domenica, 15 giugno 2008 - 14:06
Paola Barbato Mani Nude Romanzo Rizzoli Batiza Minuto pfui crawlers.
Era un rumore strano, ricordava perfettamente lo scalpiccio di bambini a piedi nudi che corrono per casa. D’estate, quando c’è una festa in giardino e la mamma grida chi vuole l’aranciata e tutti entrano scalzi, a sei, sette, nove anni, e i piedini sulle piastrelle fanno cic ciac, cic ciac, cic ciac…
cic ciac
cic ciac
Con garbo e rispetto per l’ambiente che fu.
cic ciac
Senza troppo scomporsi perché la scompostezza non si addice.
cic ciac
Un ipocrita segno di rispetto per la vita spezzata.
cic ciac
Le mani battevano. Piano piano. E il ragazzo dai pantaloni bianchi e i piedi lividi per il freddo rimaneva in piedi davanti al pubblico plaudente, le mani ancora strette a pugno, tra le dita qualche sbavatura rossa, il petto a sollevarsi appena, ancora in affanno per il lavoro compiuto, ben fatto, quasi impeccabile. Minuto gli buttò il giaccone sulle spalle nude come un secondo qualsiasi a un incontro di boxe. Batiza si voltò a guardarlo. Si sorrisero.
«Ora vieni immediatamente a mettere le calze.»
Il ragazzo annuì, ancora inconsapevole che forse a causa di quel quarto di luna, o della luce che aveva visto accendersi negli occhi di chi stava a guardare, o del senso di potere che sentiva di avere acquisito, su di loro, su se stesso, sull’avversario, o per la certezza di aver soddisfatto Minuto, Minuto il suo Maestro, Minuto il suo Mentore, Minuto
il suo nuovo Padre
uccidere
gli
era
piaciuto.









