Parole, parole, parole...
martedì, 17 giugno 2008 - 23:47

Paola Barbato Mani Nude Rizzoli Romanzo Batiza Minuto Davide Bergamaschi



Hanno detto di tutto.
Chi?
Nessuno.
Comunque l'hanno detto.
Hanno detto che questo libro è violento, troppo violento, che dovrebbe essere vietato ai minori di 25 anni.
Hanno detto che è un libro i cui titolo e copertina "hanno bruciato il pubblico femminile".
Hanno detto che non contiene affatto violenza e combattimenti come ci si aspetta e che avrebbe dovuto essere più splatter.
Hanno detto che è un libro di denuncia sociale.
Hanno detto che ha fatto star male una mamma di un figlio di 16 anni.
Hanno detto che è sorprendente.
Hanno detto che però non poi così tanto.
Hanno detto che parla di ciascuno di noi.
Hanno detto che è improbabile che i fatti corrispondano a una verità concreta.
Hanno detto che doveva contenere molte più nozioni di arti marziali.
Hanno detto che quella del cane era una bastardata.
Hanno detto che non è un thriller.
Hanno detto che non è un noir.
Hanno detto che è incredibile come una così graziosa signora possa concepire siffatte atrocità.



La graziosa signora ringrazia e si fa delle domande.
Quali atrocità?
Riassumiamo i fatti, i fatti semplici, senza spoiler o non spoiler.
Davide Bergamaschi ha 16 anni, è immaturo, bello, dà per scontato molto, quasi tutto, è uno sportivo, è alto, si fa notare.
Va a un rave.
Un procacciatore di vittime, più che di combattenti lo adocchia e lo fa sparire.
Davide si ritrova di punto in bianco a dover combattere con un uomo, capisce che questo uomo sta cercando di ucciderlo, reagisce per istinto e disperazione, uccide l'uomo.
I suoi rapitori lo testano una seconda volta e ancora Davide sopravvive.
L'uomo che decide tutto prova a farne un combattente.
Davide passa da una vita normale a una vita da recluso, in mezzo ai grandi, con regole da prigione.
Viene a contatto con gente che altrimenti non avrebbe mai conosciuto, ma a questo punto le differenze scompaiono, sono tutti uguali, lì.
Servono tutti a una sola cosa.
Davide impara a fare la sola cosa che gli consente di sopravvivere.
Minuto, l'uomo che lo ha rapirto, lo aiuta.
Davide diventa bravo.
Impara a sopportare la sofferenza nel fisico e nell'anima, a perdere le persone a cui si lega, e quindi si aggrappa sempre più a Minuto, che è una figura stabile.
Davide migliora sempre più, uccidere perde il suo significato primordiale, diventa un lavoro.
Prima lo sopporta.
Poi vi si abitiua.
Poi impara a farlo bene.
Poi impara a trarne soddisfazione.
La soddisfazione di saper fare bene qualcosa, di ricevere il plauso per il suo operato.
In quel mondo ci sono regole precise, tutti le rispettano. I compagni di prigionia si rispettano, i guardiani sono abbastanza civili, il pubblico attento e partecipe. E' la routine.
Poi tutto cambia.



Ri-riassumiamo i fatti.
Prendiamo della materia non ancora plasmata, malleabile.
Pressiamola da tutte le parti e diamole la forma che vogliamo noi, senza badare a quale fosse lo scopo ultimo originario di questa materia.
Prendiamo un po' di etti d'oro, fondiamoli. Potremmo farne un diadema, invece ci facciamo un coltello e sgozziamo qualcuno. L'oro non è più oro? L'oro ha colpa di avere ucciso? C'è stata una mano, ma la morte è arrivata per via della lama, e dunque di chi è la colpa?



E' stato detto molto su questo libro. Troppo poco, comunque.
Parla di sopravvivenza, la stessa che ci costringe ad avere un lavoro, dei soldi, delle amicizie e degli affetti, altrimenti la nostra esistenza esce dai binari, noi diventiamo borderline e la società non ci vuole più bene perchè non siamo inquadrati. Batiza vuole bene a Rafaelo, si lavano i loro panni, si allenano insieme, mangiano correttamente, lavano a turno la turca, una volta alla settimana uccidono un uomo, giocano a basket, non dicono parolacce davanti a Minuto che non vuole, fanno la doccia regolarmente e si rispettano. Ma alla società non andrebbero bene comunque, perchè, seppur costretti, fanno una cosa che non è tanto bella. Eppure sono più ligi della stragrande maggioranza dei loro coetanei, e più veri e più sinceri.
Dicono che sia un libro sociale?
Forse, anche.
Ma non l'ho scritto per questo.



A chi si scandalizza io rispondo che ho raccontato ciò che conosco. Ciò che vedo. L'ho tradotto? Sicuramente. Ma al di là che un'organizzazione del genere esista e al di là che un destino come quello che ho raccontato tocchi davvero a qualche giovane scomparso, come tocca a qualche povero labrador che sparisce dal suo giardino, io ho raccontato gli avvenimenti quotidiani che avvengono con regolarità nel nostro mondo normale. La competizione, che favorisce il più forte o il più furbo, a volte il più giovane. Competizione scatenata e fomentata da chi è più vecchio e che guadagna dallo scannarsi di questi altri. Le piramidi delle anziende. Le varie agenzie immobiliari. Gli uffici postali, comunali. Persino i banchi del supermercato. La violenza non è un'eccezione, è una regola senza regole, ben accetta finchè si sta nei limiti del seminato e falciato e aiuolato.



Ho scritto un libro sovversivo? Magari.
Ma di certo non ho scritto bugie.

Paola Barbato - Mani nude
in: facts
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Commenti
#1    18 Giugno 2008 - 00:07
 
Bello sfogo... quanto ti capisco...

Anch'io, siccome ho la faccia da bravo ragazzo, a detta di molti non dovrei scrivere cose così tremende e inquietanti... mah... non capirò mai tutte quelle persone che non saprebbero scrivere un romanzo ma dicono agli scrittori come avrebbero dovuto scriverlo.
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#2    18 Giugno 2008 - 15:58
 
Hanno detto.
A me interessa solo quello che scrivi TU, non quello che dicono gli altri su ciò che tu scrivi.
Sarà dei geni il vulnus di non essere compresi, ma forse è meglio così.
Batiza è un Romanzo destinato a durare in eterno, le generazioni future lo leggeranno e vedranno i nostri anni, scanditi da competizione, violenza e cattiveria.
E rideranno, delle "nugae" di certi critici ed arditi osservatori...
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#3    26 Giugno 2008 - 11:30
 
Non è un buon segno che tu dia tanto peso ai commenti altrui, eh

Se ami davvero quello che fai, le parole degli altri dovrebbero rimbalzarti addosso come i proiettili su Superman
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#4    26 Giugno 2008 - 22:53
 
Vedi, io amo quello che faccio.
Ma quello che faccio è anche il mio lavoro e più vado avanti più mi rendo conto che è un paradosso: bellissimo eppure soggetto alle leggi di mercato, fortuna grande, enorme, ma anche impossibilità di fregarmene degli altri. Se scrivessi solo per me... Ma scrivo per me finchè non ho chiuso il file, poi la palla passa al pubblico, alle vendite e al circo del marketing. Le parole non mi intaccano, ma devo ascoltarle. Se mi rifiutassi farei bene a cambiar mestiere. E come tutti, io tengo famiglia. Almeno io parlo, do voce al mio disagio, non mi bastano dei numeri per definire "successo" o "fallimento" una storia. E' già qualcosa.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente asbadasshit

#5    30 Giugno 2008 - 13:46
 
Può sembrare triste dirlo -e lo dico da lettore che ha ADORATO questo romanzo-, ma forse questa cortina di silenzio ed incredulità si potrà diradare se (mi verrebbe più da dire "quando) qualche coraggioso regista indipendente ti chiederà di adattare Mani nude per un clamoroso ed efficace lungometraggio per il grande schermo.
Sarà una riscoperta, un successo retroattivo, ma scatenerà senz'altro qualche polemica sulla cecità e sulla pigrizia della valutazione da parte del pubblico.

Giangidoe
utente anonimo

#6    08 Luglio 2008 - 20:57
 
se uno non vuole violenza che vada a leggersi i romanzi harmony oppure i novelli moccia e compagnia bella. che non venga a scrivere bagginate su baggianate.
basta voltare il libro e sul retro leggere che non si tratta di una storia d'amore. e poi diciamocelo, forse questo libro ci fa un pò paura, perchè in fondo tratta di argomenti attuali, cose che potrebbero succedere a chiunque, cose che probabilmente qualcuno sta vivendo davvero. e la realtà è quella, che non si può descrivere diversamente, non ci sono sinonimi per la parola sangue, o pugni, o vomito o altro. e se ci fossero suonerebbero stonati con il resto delle parole che ci sono scritte nel libro. chi commenta in questo modo, scusate se mi permetto, non ha veramente capito nulla del libro, del messaggio, e del fatto che SI DOVEVA agire in quel modo nello scriverlo.
Non dico di non leggere i commenti negativi, nè di leggere solo quelli positivi, che anche quelli vanno presi con le pinze, però di non prendertela così tanto per qualche parola scritta solo per aumentare la massa del commento. inoltre Paola, lo sai meglio di me che un libro non può piacere a tutti. quindi, e lo sai ancora di più meglio di me, che nella tua carriera incontrerai sempre persone che rimarranno disgustate da quello che scriverai. hai i tuoi lettori che non sono pochi, che ti apprezzano moltissimo, quindi dai meno peso alle critiche.
con affetto

Stella
utente anonimo

#7    16 Luglio 2008 - 18:21
 
i risvolti del libro parlano chiaro, questo libro non parla di amore, e a chi non é piaciuto dico di leggere bene il risvolto chiaro incisivo e limpido agli scrittori il loro compito che é scrivere a noi lettori leggere e se non piace a tutti amen io l ho adorato brava
utente anonimo

#8    17 Agosto 2008 - 11:48
 
Ho finito di leggere "Mani Nude" qualche giorno fa,d'un fiato.
Credo che tra poco lo rileggerò,come faccio di continuo con i testi che amo e che mi hanno lasciato qualcosa dentro.
E di questi,non leggo mai le recensioni.
Forse perchè alla fine io,non dovendoci tirare avanti con i libri,non do peso a quanto dicono gli altri.Capisco il tuo disappunto (se mi permetti di darti del tu) e capisco le tue esigenze Paola,ma veramente non credo che i pareri negativi possano inficiare nè la qualità del libro,nè la risposta da parte del pubblico : molto semplicemente perchè il libro va letto per quello che è,intimamente,ed è chiaro,come diceva qualcuno poco sopra,che non si andrà a leggere Sidney Sheldon (e meno male!!!!)...la realtà,quella conosciuta e quella sconosciuta,spaventa,anche se l'abbiamo davanti agli occhi.C'è chi gli occhi li chiude,per non vedere : è una sua scelta,per riprendere giusto un tema del testo.
Ogni lettore che lo conoscerà,ci troverà i suoi schemi,i suoi significati,i suoi spunti,ci farà le sue riflessioni : per me solo questo è importante,e rende un libro veramente grande...e quindi,onore al merito per averlo fatto,Paola...

Michele,un lettore estasiato.
utente anonimo

#9    19 Novembre 2008 - 12:05
 
E' in assoluto il libro più bello che abbia mai letto.
Durante il giorno, quando non potevo proseguire nella lettura, stavo in asia per Batiza, mi preoccupavo per la sua sorte, fantasticavo.
E alla fine ho pianto come non ricordavo di saper fare.
Non è per adularti ma è un libro che segna l'anima e che non dimenticherò mai.
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