Memente
sabato, 21 giugno 2008 - 21:46
Mani Nude Paola Barbato Batiza Minuto Rizzoli Romanzo crawler prrrr


Quello che a una prima lettura può sembrare il personaggio più surreale del romanzo è invece quello più concreto, il solo aggancio con suggestioni arrivate per direttissima dalla cronaca nera. Memente, l’ennesimo soprannome, dal detto latino “Memente mori” (in altre versioni “Memento mori”: ricordati che devi morire), onora il suo nome, perché ogni volta che compare qualcuno morirà. Oppure qualcuno sarà già morto. Il Memente non compare mai prima degli incontri, sempre dopo, quando lo avvisano che il proprio campione ha perso. Forse c’è un Memente per ogni organizzazione, di questo non mi sono curata. Ho voluto solo mettere a fuoco un individuo che esiste come ne esistono davvero a -quanto? Decine? Dozzine? Centinaia?- nel nostro paese. Gli uomini nelle pulizie. Quelli che fanno scomparire i cadaveri. Uomini con barconi e chiatte che vanno al largo per buttare sacchi neri agganciati a pesi. Che preparano la colata di cemento con la perizia di un muratore esperto. Che conoscono l’acido e lo sanno maneggiare come si deve senza rimanerne intossicati. Non uccidono, non sono i Primi Attori, anzi, sono le comparse. E così compare, il Memente, uomo dall’età indefinibile, capelli bianchi, occhi azzurri da pazzo. L’uomo che tanto bene maneggia corpi che pesano molto, molto più del suo. Che probabilmente nel suo capannone in mezzo alla boscaglia ha seghe elettriche, tronchesi, seghetti, martelli e banale materiale da macelleria. Parla poco, a sproposito, fuma nel suo abitacolo e non si cura di chi, come, dove. Carica e parte, benedetto dalla fiducia di Minuto. Fiducia ben riposta che risolverà l’unica traccia gialla del romanzo. Io so che faccia ha, conosco un uomo bruciato dal sole, una volta bancario, poi forse impazzito, forse rinsavito. Viveva con 74 cani e uno di questi 74 cani ora è a casa mia. Gli ho visto quel guizzo di follia più di una volta. Forse ho voluto vederlo, forse no. Ma chissà, se avesse beccato qualcuno a torturare un cane o ad abbandonarlo in autostrada, se fosse riuscito a raggiungere quella persona con il suo furgoncino, e se l’avesse portato fin oltre il cancello di legno dove abitava insieme alle sue creature, tutte di taglia grossa, che a volte per questioni di carattere si azzannavano, e lui si metteva di mezzo sino a separarli (l’ho visto con questi occhi staccare una coppia di lupi e rimetterli a posto…)… Ma io sogno troppo. Dovrei dargli una copia del libro. Sono quasi certa che l’apprezzerebbe.

Paola Barbato - Mani nude
in: personaggi
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Commenti
#1    23 Giugno 2008 - 00:54
 
Il libro, da quel po' che ne ho letto qui, mi incuriosisce parecchio. Quindi credo che me lo procurerò sicuramente in qualche modo. Resto sbattezzato e decisamente poco felice nel vedere che venga ignorata l'opera di un'autrice ormai molto affermata... speravo che queste cose uno se le buttasse dietro con la gavetta...
utente anonimo

#2    23 Giugno 2008 - 08:45
 
Oh, nonono, il grande Eduardo aveva ragionissima: gli esami non finiscono mai. La gavetta pure.
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