In questi giorni di promozione del romanzo l'argomento "tre capitoli" è uscito più di una volta. In effetti "Mani Nude" ha un prologo non annunciato e breve, un capitolo UNO lungo circa 200 pagine, un capitolo DUE lungo circa 100 e un capitolo DIECI di cinquanta o giù di lì.
UNO.
DUE.
DIECI.
Non avevo intenti quando l'ho scritto, sapevo che volevo dividerli in tre blocchi, ma sui titoli non avevo pensato nulla. Ho capito che la terza parte si sarebbe dovuta intitolare vDIECI solo quando l'ho iniziata. Allora, e solo allora, ho valutato quelle ultime pagine con il metro matematico della valutazione del dolore di Minuto. L'ultimo capitolo era dolore DIECI.
Ma gli altri due?
Oggi dò una risposta razionale, dico che il dolore UNO è quello che si subisce, e come tale può essere fortissimo, ma può anche non piegarci, scorrerci addosso, lasciarci intatti. Si muore di dolore uno, e si sopravvive anche, si cambia ma si può anche restare uguali. Il dolore UNO ha un margine di scelta, non solo altrui.
Il dolore DUE è quello che ci provochiamo da noi. E lì la scelta è unidirezionale. E scelta è, anche se mascherata da istinto, abitudine, scimma, E' SCELTA. Quando dico che nel mio romanzo sono tutti colpevoli dico la verità. Tutti potevano scegliere. Sacrificarsi, immolarsi se vi piace di più, ma scegliere, sempre e comunque. E hanno scelto. E uccidono. Si salvano, forse questo è sano, forse sacrificarsi sarebbe distorto, malato, ma intanto, moralmente, sono condannabili. Tutti. E quando giunge il momento in cui la morte data non è più costrizionme ma bisogno, ricerca, necessità mascherata da corruzione dell'anima, beh, il dolore che ci infliggiamo è DUE.
Io ho paura solo di due cose: del dolore fisico e del dolore delle persone che amo. Ma a ben vedere reggo discretamente il primo. Mentre il secondo ha un solo valore: DIECI. DIECI è assistere impotenti al dolore di chi amiamo. DIECI è la consapevolezza che ci salta alla gola quando ci guardiamo dentro, DIECI è l'amore che urla perchè non vuol più stare dentro di noi, perchè è nocivo, velenoso, malato e pazzo. E ci ucciderà. DIECI è la paura di vedere tutto questo in chi amiamo e non avere più mani o gambe o parole, e forse ed energie per tentare anche solo con la volontà dei folli di rimediare.
Ho scoperto invece che ci sono interpretazioni diverse:
UNO: Davide è solo
DUE: Batiza e Minuto sono insieme
DIECI: è il numero dei combattenti.
In fondo mi convince anche questa. Perchè devo sempre complicarmi l'esistenza?









