Non so quanti di voi siano arrivati a leggere queste pagine di link in link o tramite una ricerca su Google o per puro caso. Molti non sapevano chi fossi ne' come fossi considerata. Molti nerd (termine che uso perchè me l'hanno insegnato) dicono che sono una frignona, che mi lamento sempre. E' vero. E anche questo blog, a volerlo leggere bene, è una specie di lunga orazione funebre.
Senza il morto, però.
Se fosse un uomo "Mani Nude" (o "Batiza") si toccherebbe i coglioni ininterrottamente.
A volte mi fermo e mi chiedo: "Perchè lo faccio?".
Perchè faccio tutto questo, perchè ho già scritto pezzi che pubblicherò man mano, perchè mi sono fatta una scaletta di temi, copertine, personaggi, eventi, curiosità? Perchè frantumo il frantumabile al prossimo pur di avere una recensione (che poi non ottengo comunque)? Perchè arrivo alla forma più perversa di masochismo, cioè chiedere alle commesse se il libro "va così male"?
Perchè voglio che non succeda?
Con il passare delle presentazioni la mia storia, una storia che in fondo era semplice, poteva intitolarsi "storia dell'umanità per sommi capi", ha cominciato ad assumere significati sociali, morali, etici, epici, simbolici, metafisici, e alla fine io stessa mi chiedo di cosa abbia parlato, e scopro che ho semplicemente parlato di Batiza, del mio Bartiza, e che tutta quella roba lì dentro c'è sul serio. Ma non ce l'ho messa io, non intenzionalmente, almeno. Io mi sono davvero data una bella occhiata intorno e ho raccontato cose che conoscevo. L'ho fatto sul serio. Esiste nella bassa bresciana una ragazza di nome Simona che è decisamente sboccata, ma solo quando è sulle spine oppure è molto arrabbiata. Spesso si dà un tono, soprattutto quando qualcosa la spaventa. E' incredibilmente emotiva e non se ne vergogna nemmeno un po', anzi, quasi ti rivolge contro questa sua empatia così genuina da suonare minacciosa. E, soprattutto, dà un soprannome a tutti. Non dirò qual è il mio, ma sono tutti vezzeggiativi come "tesoro", "cucciolo", "piccolina". Io ho preso Simona e l'ho tradotta. Specularizzata, focalizzata in opposti, lei è alta e prestante e l'ho fatta diventare bassa e gracile, lei sbandiera senza vergogna le sue emozioni e gliele ho fatte nascondere a ogni costo, lei conia per ciascuno un nomignolo, io l'ho trasformato in un dispregiativo. Brava ragazza di solidi principi, insicuro teppistello di provincia. Simona è diventata Rafaelo. E io non l'ho saputo finchè non mi sono fermata a rifletterci. Perchè Rafaelo, come Batiza, Minuto, Basso, Mosè, Claudio, Rocco, Memente, Frankenstein, Annalisa, Birillo, il biondo, il Vecchio (a loro, i due senza nome, dedicherò il prossimo pezzo sui personaggi), sono già tutti presenti. Come lo furono in "Bilico" Giuditta, Miglio, Alessandro, Donatella, Lamberti, Morabito e i suoi unni.
Sono qui.
Sono io.
Perchè lo faccio?
Perchè mi importa.
Ed è la peggior ragione per cui ci si debba sbattere e rovinare la vita.
San Giuda, aiutami tu.









