sabato, 05 luglio 2008 - 09:33
Era finito tutto. A Batiza facevano tanto male le mani. Rientrò nell’ufficio con passo pesante e lasciò che gli Scagnozzi lo spogliassero e rivestissero.
«Sei stato bravo» gli disse Bruno. «Ti lavi a casa, ok?»
«Sì, voglio andare via.»
La porta si aprì ed entrò l’uomo biondo, ora decisamente su di giri.
«Un regalo per la nostra star! Direttamente dal signor Cardamone!»
Gli buttò addosso una specie di pacchetto. Erano le mutande strappate della donna che aveva appena ucciso e dentro c’erano tutti i suoi gioielli. Claudio lo raccolse per lui e se lo mise in tasca.
«Non te le provi, puttanella?»
Batiza a malapena lo ascoltava. Era troppo stanco. Anche gli altri lo ignoravano, così l’uomo biondo, dopo aver detto «La prossima volta vedrai come ci divertiremo, io e te!» uscì sbattendo la porta. I nove uomini della Garganella uscirono nell’aria fredda, diretti verso il furgone e la macchina di scorta. Prima di salire Batiza chiese: «Bruno, mi sono sporcato le mani?».
Il Guardiano non rispose e cercò di spingerlo dolcemente a entrare. Ma Batiza rimaneva fermo, le mani appoggiate al tettuccio.
«Rispondimi.»
«Ascolta, sono cose che capitano. Ora non c’è più Minuto a proteggerti e roba simile potrà succedere ancora.»
Provò ancora a farlo entrare ma niente.
«Rispondimi, Bruno: stasera mi sono sporcato le mani?»
L’uomo gli passò un braccio sulle spalle.
«È da un pezzo che sono sporche.»









