lunedì, 19 maggio 2008 - 21:38
Davide Bergamaschi. Occhi da bambino, corpo da adulto, forte come lo si è solo a sedici anni. Di fronte a lui un uomo anziano, disincantato, stanco, pericoloso. In mezzo a centinaia di persone che ballano, bevono e festeggiano, i due si incontrano. E le loro esistenze cambiano. Il ragazzo viene rapito, scaraventato a forza nel mondo delle lotte clandestine, costretto a versare sangue per rimanere vivo, a crescere rapidamente per riuscire a sopportare tanta violenza. L’uomo, il suo rapitore, vede invece in lui il potenziale di un combattente diverso da tutti gli altri, come non se ne vede da tempo, e forse anche qualcos’altro, una sorta di erede a cui trasmettere la sua conoscenza, i suoi valori e le sue personalissime leggi morali. In un mondo dove tutte le regole vengono sovvertite in nome della morte e del denaro, le loro solitudini si incontrano. Davide abbandonerà la propria identità per trasformarsi in Batiza, il più feroce dei combattenti. Il suo maestro gli insegnerà a uccidere ma soprattutto a sopravvivere. Quando per entrambi quella vita diventerà insopportabile, uniranno le forze alla ricerca di un riscatto. Il secondo romanzo di Paola Barbato, che si conferma come la più esuberante creatrice italiana di incubi, è l’educazione alla violenza di un moderno gladiatore in un inferno popolato da sadici con il colletto bianco, il ritratto di una realtà sommersa che nessuno ha mai osato raccontare.
lunedì, 19 maggio 2008 - 21:36
Centinaia di persone scompaiono nel nulla ogni anno. Alcuni di loro tornano a casa spontaneamente, altri vengono rintracciati dalle forze dell’ordine, di altri ancora si ritrova solo il corpo. Davide Bergamaschi non farà parte di nessuna di queste categorie. Rapito a un rave party dove festeggiava il suo sedicesimo compleanno, finisce nel giro dei combattimenti clandestino all’ultimo sangue: uccidi o vieni ucciso. Poco più che un bambino, Davide si trova a dover compiere una scelta più grande di lui, e l’istinto di sopravvivenza ha la meglio. Dopo 1440 giorni d’inferno, un centinaio di morti sulle spalle e la perdita di ogni inibizione e moralità, di Davide non resterà nulla e al suo posto sarà nato Batiza. Ma la trasformazione da innocente ragazzino di buona famiglia a feroce assassino è davvero irreversibile? Il secondo romanzo di Paola Barbato, che si conferma come la più esuberante creatrice italiana di incubi, è l’educazione alla violenza di un moderno gladiatore in un inferno popolato da sadici con il colletto bianco, il ritratto di una realtà sommersa che nessuno ha mai osato raccontare.
lunedì, 19 maggio 2008 - 21:35
Davide Bergamaschi, biondo, occhi azzurri, sorriso angelico, è un bambino in un corpo da adulto. Sedici anni appena compiuti, capitano della squadra di basket, figlio modello. Un’unica trasgressione: la notte del suo compleanno partecipa di nascosto a un rave party con alcuni amici. E’ sufficiente. Infiltrati tra i giovani ci sono alcuni membri di un’organizzazione malavitosa. Birra, fumo, stordimento lo rendono una preda facile. Davide viene rapito, chiuso in un bagagliaio e trasportato lontano, lontanissimo. Verrà liberato solo per dare inizio alla sua nuova vita: quella di combattere negli incontri clandestini all’ultimo sangue. Da principio il ragazzo non vuole, si ribella, lotta solo per difendersi, non ha scelta. Poi, in quell’inferno, una figura gli viene in aiuto, spinta forse dall’interesse, forse dalla curiosità. Il suo rapitore decide di allenarlo, di farne una gallina dalle uova d’oro. E gli insegna come la prigionia, la violenza e la morte possano diventare accettabili, persino normali. Passo dopo passo Davide perde ogni contatto con la realtà così come l’aveva conosciuta. Ogni incontro lo spinge a perdere tutte le inibizioni, ogni morto in più sull’anima a dimenticare chi fosse, come fosse e perché. Dalle ceneri di Davide nasce Batiza. Il secondo romanzo di Paola Barbato, che si conferma come la più esuberante creatrice italiana di incubi, è l’educazione alla violenza di un moderno gladiatore in un inferno popolato da sadici con il colletto bianco, il ritratto di una realtà sommersa che nessuno ha mai osato raccontare.
lunedì, 19 maggio 2008 - 21:35
Sedici anni ma un corpo già da adulto. Un festa di compleanno che si trasforma in un viaggio all’inferno. I sogni e le speranze di un ragazzo spazzati via da una manata di sangue. La vita si ferma qui, per Davide Bergamaschi, ragazzo bene ancora un po’ ingenuo cresciuto in una quotidianità ovattata e rassicurante. Scelto tra centinaia di persone a un rave party, viene rapito da un’organizzazione malavitosa e costretto a combattere a mani nude contro un uomo. Davide non conosce la violenza, ma il suo corpo conosce l’istinto: e vince. Inizia così il suo calvario, strappato da tutto ciò che ha conosciuto sino ad allora e gettato in un’esistenza nuova dove la brutalità, i soprusi e la morte la fanno da padroni. Viene immesso nel giro degli incontri clandestini all’ultimo sangue, la regola è semplice: chi perde muore. Il ragazzo è impreparato a tutto questo, eppure contro ogni pronostico sopravvive ai suoi primi incontri e si guadagna l’attenzione dello stesso uomo che lo aveva rapito, un piccolo criminale ormai troppo anziano per voler continuare quella vita. Due mondi lontanissimi tra loro si incontrano, due solitudini si fondono, l’uno trova nell’altro motivo per continuare a vivere. E insieme iniziano la lunga salita verso una chimera di libertà. Il secondo romanzo di Paola Barbato, che si conferma come la più esuberante creatrice italiana di incubi, è l’educazione alla violenza di un moderno gladiatore in un inferno popolato da sadici con il colletto bianco, il ritratto di una realtà sommersa che nessuno ha mai osato raccontare.
lunedì, 19 maggio 2008 - 21:34
I sedici anni di Davide Bergamaschi, ragazzo di buona famiglia, bello, biondo, ricco ma ancora ingenuo come un bambino, hanno termine la notte del suo compleanno. Nel buio assordante di un rave party viene individuato, valutato, scelto, rapito. La sua nuova vita ha inizio in un altro buio, quello di un camion nel quale un uomo sconosciuto cerca di ucciderlo. Ma l’istinto di Davide scatta, la lotta da impari si fa pari, finché non è l’Altro Uomo a soccombere. Da quel momento Davide viene scaraventato nel mondo delle lotte clandestine, combattimenti all’ultimo sangue organizzati per compiacere un pubblico di insospettabili. Costretto a vivere in condizioni disumane insieme ai suoi compagni di lotta, non ha più famiglia, non ha più denaro, non ha più nemmeno un nome. Tutto ciò che gli resta sono le sue mani. Le mani. Le mani piccole, le mani grandi. Le mani forti, le mani nude, le mani sporche. Muovere le mani, usare le mani, reagire con le mani, pensare con le mani, parlare con le mani. Uccidere con le mani. E colpo dopo colpo, lacrima dopo lacrima, si strappa di dosso l’anima del ragazzo che era. Davide Bergamaschi cessa di esistere. E nasce Batiza. Il secondo romanzo di Paola Barbato, che si conferma come la più esuberante creatrice italiana di incubi, è l’educazione alla violenza di un moderno gladiatore in un inferno popolato da sadici con il colletto bianco, il ritratto di una realtà sommersa che nessuno ha mai osato raccontare.
lunedì, 19 maggio 2008 - 21:32
Capelli biondi, occhi chiari, una voce ancora indefinita e neanche un pelo di barba sul viso. Bello e innocente come un angelo, Davide Bergamaschi è il figlio che ogni madre vorrebbe avere. La sera del suo sedicesimo compleanno, però, si lascia trascinare dagli amici in un rave in una fabbrica abbandonata: un posto pericoloso, più di quanto potrebbe mai immaginare. Stordito dalla musica e da una birra di troppo, Davide si allontana di qualche passo dall’edificio e nota tra gli alberi una figura vestita di scuro, ma non si accorge del fruscio che si avvicina alle sue spalle, né riesce a vedere la mano che gli preme un panno sulla bocca, prima che tutto diventi nero. Quando riapre gli occhi, qualcuno lo spinge nel cassone di un camion, al buio. Sente a pochi metri da sé un respiro che va e viene, poi uno strisciare incerto di piedi, dita fredde che gli sfiorano il viso e l’ombra di un pugno che per poco non gli spacca la faccia. Non sa chi sia quell’uomo e perché si accanisca contro di lui, ma non tarda a capire che soltanto uno di loro scenderà vivo da quel camion: se non vuole morire dovrà sporcarsi le mani. Per Davide è soltanto l’inizio di un incubo interminabile, l’ingresso in un mondo incatenato alla crudele legge della sopravvivenza, in cui i sentimenti si fanno carne e sudore, l’affetto è una debolezza e l’omicidio un talento da coltivare.
Il secondo romanzo di Paola Barbato, che si conferma come la più esuberante creatrice italiana di incubi, è l’educazione alla violenza di un moderno gladiatore in un inferno popolato da sadici con il colletto bianco, il ritratto di una realtà sommersa che nessuno ha mai osato raccontare.








