Booktrailer di "Mani Nude"
martedì, 09 dicembre 2008 - 09:37

it.youtube.com/watch

Per ora Splinder non mi lascia fare altro. Vedrò di setacciare le varie modalità per postare il video anche qui. E poi ci sarà tanto da dire. E per iniziare...

"MANI NUDE" HA VINTO IL PREMIO SCERBANENCO!!! 

Paola Barbato - Mani nude
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"MANI NUDE" FINALISTA AL PREMIO SCERBANENCO!!!
martedì, 02 dicembre 2008 - 19:17

Lo so da pochi giorni, ancora non me ne capacito, so di non avere possibilità di vittoria, ma essere nella CINQUINA dei migliori gialli/thriller/noir usciti in Italia nel 2008 è un motivo ENORNE di orgoglio. Soprattutto per le miriadi di motivazioni contenute in questo blog. E' stata la giuria a portarmici (8 voti popolari, e io manco sapevo che c'era la possibilità di votare) e tanto mi basta. Sarà una bella serata, soprattutto perchè, nuvole fantozziane permettendo, verrà trasmesso lì, a Courmayeur, in prima assoluta il booktrailer. Potevo chiedere di più? Quindi godetevi le mezze verità di Minuto, Rafaelo e Annalisa. A volto semi-coperto, ma stanno arrivando!!!



 



 



Paola Barbato - Mani nude
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Camminando
domenica, 28 settembre 2008 - 22:06
Questo blog langue.
Langue da settimane, dalla pubblcazione della prima immagine del booktrailer.
E' una scelta precisa, in questo istante tutto è immobile, tutto tace, tutto attende.
Ci sono eventi che forse si spegneranno come una miccia bagnata, altri che deflagheranno.
Qualcosa è cambiato.
Qualcosa sta cambiando.
Qualcosa cambierà.
Ma PRIMA.
Prima.
Prima il booktrailer dovrà essere terminato.
Poi alcune cose andranno dette.
Se avete amato questo libro vi chiedo solo di avere pazienza.
Che forse è la pazienza del ragno.
Paola Barbato - Mani nude
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Copertina V (ovvero perchè in guerra mi avrebbero fatta secca subito)
lunedì, 14 luglio 2008 - 23:14

Il 20 febbraio 2008 mi venne comunicata la ferale notizia che il pugnazzo era tornato. Ed era tornato per restare. Sapevo che lottare sarebbe stato inutile. Ci ho provato, ma i giochi erano fatti, si stava per andare in stampa. A giorni, ufficialmente il giorno dopo. Ero a Milano, o forse a Roma, quando ricevetti il file. Questa era l'immagine:

Ma mi pare ovvio che non fosse SOLO un'immagine. C'era un elemento in più.
Ed ecco perchè la prima pallottola mi avrebbe fatto secca. Gli spari sopra, avete presente? Quella fessa che non si piega.



THRILLER



Thriller?
THRILLER?
Non era un thriller!
Era un romanzo, una storia, un noir, un romanzo di formazione, se vogliamo, ma thriller???
No, thriller non era possibile, non era accettabile.
Ho chiamato.
«Hai visto la copertina?»
«Sì.»
«Levate la parola thriller.»
«...»
«Levate la parola thriller!»
«Paola...»
«Non è un thriller, è una frode se lo vendete come thriller! E' un imbroglio! Io non lo imbroglio il lettore. Se si aspetta un thriller da me pazienza, ma questo NON-E'-UN-THRILLER!»
«...»
«...»
«Hai ragione.»
«Lo so.»
«E sai anche cosa succede se leviamo la parola "thriller"?»
«Che il libro non vende?»
«...»
«Correrò il rischio.»

Se non altro posso dire di avere avuto doti di preveggenza.

Paola Barbato - Mani nude
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Perchè?
giovedì, 03 luglio 2008 - 23:19

Non so quanti di voi siano arrivati a leggere queste pagine di link in link o tramite una ricerca su Google o per puro caso. Molti non sapevano chi fossi ne' come fossi considerata. Molti nerd (termine che uso perchè me l'hanno insegnato) dicono che sono una frignona, che mi lamento sempre. E' vero. E anche questo blog, a volerlo leggere bene, è una specie di lunga orazione funebre.
Senza il morto, però.
Se fosse un uomo "Mani Nude" (o "Batiza") si toccherebbe i coglioni ininterrottamente.
A volte mi fermo e mi chiedo: "Perchè lo faccio?".
Perchè faccio tutto questo, perchè ho già scritto pezzi che pubblicherò man mano, perchè mi sono fatta una scaletta di temi, copertine, personaggi, eventi, curiosità? Perchè frantumo il frantumabile al prossimo pur di avere una recensione (che poi non ottengo comunque)? Perchè arrivo alla forma più perversa di masochismo, cioè chiedere alle commesse se il libro "va così male"?
Perchè voglio che non succeda?
Con il passare delle presentazioni la mia storia, una storia che in fondo era semplice, poteva intitolarsi "storia dell'umanità per sommi capi", ha cominciato ad assumere significati sociali, morali, etici, epici, simbolici, metafisici, e alla fine io stessa mi chiedo di cosa abbia parlato, e scopro che ho semplicemente parlato di Batiza, del mio Bartiza, e che tutta quella roba lì dentro c'è sul serio. Ma non ce l'ho messa io, non intenzionalmente, almeno. Io mi sono davvero data una bella occhiata intorno e ho raccontato cose che conoscevo. L'ho fatto sul serio. Esiste nella bassa bresciana una ragazza di nome Simona che è decisamente sboccata, ma solo quando è sulle spine oppure è molto arrabbiata. Spesso si dà un tono, soprattutto quando qualcosa la spaventa. E' incredibilmente emotiva e non se ne vergogna nemmeno un po', anzi, quasi ti rivolge contro questa sua empatia così genuina da suonare minacciosa. E, soprattutto, dà un soprannome a tutti. Non dirò qual è il mio, ma sono tutti vezzeggiativi come "tesoro", "cucciolo", "piccolina". Io ho preso Simona e l'ho tradotta. Specularizzata, focalizzata in opposti, lei è alta e prestante e l'ho fatta diventare bassa e gracile, lei sbandiera senza vergogna le sue emozioni e gliele ho fatte nascondere a ogni costo, lei conia per ciascuno un nomignolo, io l'ho trasformato in un dispregiativo. Brava ragazza di solidi principi, insicuro teppistello di provincia. Simona è diventata Rafaelo. E io non l'ho saputo finchè non mi sono fermata a rifletterci. Perchè Rafaelo, come Batiza, Minuto, Basso, Mosè, Claudio, Rocco, Memente, Frankenstein, Annalisa, Birillo, il biondo, il Vecchio (a loro, i due senza nome, dedicherò il prossimo pezzo sui personaggi), sono già tutti presenti. Come lo furono in "Bilico" Giuditta, Miglio, Alessandro, Donatella, Lamberti, Morabito e i suoi unni.
Sono qui.
Sono io.
Perchè lo faccio?
Perchè mi importa.
Ed è la peggior ragione per cui ci si debba sbattere e rovinare la vita.

San Giuda, aiutami tu.

Paola Barbato - Mani nude
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I tre capitoli
martedì, 01 luglio 2008 - 00:15

In questi giorni di promozione del romanzo l'argomento "tre capitoli" è uscito più di una volta. In effetti "Mani Nude" ha un prologo non annunciato e breve, un capitolo UNO lungo circa 200 pagine, un capitolo DUE lungo circa 100 e un capitolo DIECI di cinquanta o giù di lì.
UNO.
DUE.
DIECI.
Non avevo intenti quando l'ho scritto, sapevo che volevo dividerli in tre blocchi, ma sui titoli non avevo pensato nulla. Ho capito che la terza parte si sarebbe dovuta intitolare vDIECI solo quando l'ho iniziata. Allora, e solo allora, ho valutato quelle ultime pagine con il metro matematico della valutazione del dolore di Minuto. L'ultimo capitolo era dolore DIECI.
Ma gli altri due?
Oggi dò una risposta razionale, dico che il dolore UNO è quello che si subisce, e come tale può essere fortissimo, ma può anche non piegarci, scorrerci addosso, lasciarci intatti. Si muore di dolore uno, e si sopravvive anche, si cambia ma si può anche restare uguali. Il dolore UNO ha un margine di scelta, non solo altrui.
Il dolore DUE è quello che ci provochiamo da noi. E lì la scelta è unidirezionale. E scelta è, anche se mascherata da istinto, abitudine, scimma, E' SCELTA. Quando dico che nel mio romanzo sono tutti colpevoli dico la verità. Tutti potevano scegliere. Sacrificarsi, immolarsi se vi piace di più, ma scegliere, sempre e comunque. E hanno scelto. E uccidono. Si salvano, forse questo è sano, forse sacrificarsi sarebbe distorto, malato, ma intanto, moralmente, sono condannabili. Tutti. E quando giunge il momento in cui la morte data non è più costrizionme ma bisogno, ricerca, necessità mascherata da corruzione dell'anima, beh, il dolore che ci infliggiamo è DUE.
Io ho paura solo di due cose: del dolore fisico e del dolore delle persone che amo. Ma a ben vedere reggo discretamente il primo. Mentre il secondo ha un solo valore: DIECI. DIECI è assistere impotenti al dolore di chi amiamo. DIECI è la consapevolezza che ci salta alla gola quando ci guardiamo dentro, DIECI è l'amore che urla perchè non vuol più stare dentro di noi, perchè è nocivo, velenoso, malato e pazzo. E ci ucciderà. DIECI è la paura di vedere tutto questo in chi amiamo e non avere più mani o gambe o parole, e forse ed energie per tentare anche solo con la volontà dei folli di rimediare.



Ho scoperto invece che ci sono interpretazioni diverse:
UNO: Davide è solo
DUE: Batiza e Minuto sono insieme
DIECI: è il numero dei combattenti.


In fondo mi convince anche questa. Perchè devo sempre complicarmi l'esistenza?


Paola Barbato - Mani nude
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Parole, parole, parole...
martedì, 17 giugno 2008 - 23:47

Paola Barbato Mani Nude Rizzoli Romanzo Batiza Minuto Davide Bergamaschi



Hanno detto di tutto.
Chi?
Nessuno.
Comunque l'hanno detto.
Hanno detto che questo libro è violento, troppo violento, che dovrebbe essere vietato ai minori di 25 anni.
Hanno detto che è un libro i cui titolo e copertina "hanno bruciato il pubblico femminile".
Hanno detto che non contiene affatto violenza e combattimenti come ci si aspetta e che avrebbe dovuto essere più splatter.
Hanno detto che è un libro di denuncia sociale.
Hanno detto che ha fatto star male una mamma di un figlio di 16 anni.
Hanno detto che è sorprendente.
Hanno detto che però non poi così tanto.
Hanno detto che parla di ciascuno di noi.
Hanno detto che è improbabile che i fatti corrispondano a una verità concreta.
Hanno detto che doveva contenere molte più nozioni di arti marziali.
Hanno detto che quella del cane era una bastardata.
Hanno detto che non è un thriller.
Hanno detto che non è un noir.
Hanno detto che è incredibile come una così graziosa signora possa concepire siffatte atrocità.



La graziosa signora ringrazia e si fa delle domande.
Quali atrocità?
Riassumiamo i fatti, i fatti semplici, senza spoiler o non spoiler.
Davide Bergamaschi ha 16 anni, è immaturo, bello, dà per scontato molto, quasi tutto, è uno sportivo, è alto, si fa notare.
Va a un rave.
Un procacciatore di vittime, più che di combattenti lo adocchia e lo fa sparire.
Davide si ritrova di punto in bianco a dover combattere con un uomo, capisce che questo uomo sta cercando di ucciderlo, reagisce per istinto e disperazione, uccide l'uomo.
I suoi rapitori lo testano una seconda volta e ancora Davide sopravvive.
L'uomo che decide tutto prova a farne un combattente.
Davide passa da una vita normale a una vita da recluso, in mezzo ai grandi, con regole da prigione.
Viene a contatto con gente che altrimenti non avrebbe mai conosciuto, ma a questo punto le differenze scompaiono, sono tutti uguali, lì.
Servono tutti a una sola cosa.
Davide impara a fare la sola cosa che gli consente di sopravvivere.
Minuto, l'uomo che lo ha rapirto, lo aiuta.
Davide diventa bravo.
Impara a sopportare la sofferenza nel fisico e nell'anima, a perdere le persone a cui si lega, e quindi si aggrappa sempre più a Minuto, che è una figura stabile.
Davide migliora sempre più, uccidere perde il suo significato primordiale, diventa un lavoro.
Prima lo sopporta.
Poi vi si abitiua.
Poi impara a farlo bene.
Poi impara a trarne soddisfazione.
La soddisfazione di saper fare bene qualcosa, di ricevere il plauso per il suo operato.
In quel mondo ci sono regole precise, tutti le rispettano. I compagni di prigionia si rispettano, i guardiani sono abbastanza civili, il pubblico attento e partecipe. E' la routine.
Poi tutto cambia.



Ri-riassumiamo i fatti.
Prendiamo della materia non ancora plasmata, malleabile.
Pressiamola da tutte le parti e diamole la forma che vogliamo noi, senza badare a quale fosse lo scopo ultimo originario di questa materia.
Prendiamo un po' di etti d'oro, fondiamoli. Potremmo farne un diadema, invece ci facciamo un coltello e sgozziamo qualcuno. L'oro non è più oro? L'oro ha colpa di avere ucciso? C'è stata una mano, ma la morte è arrivata per via della lama, e dunque di chi è la colpa?



E' stato detto molto su questo libro. Troppo poco, comunque.
Parla di sopravvivenza, la stessa che ci costringe ad avere un lavoro, dei soldi, delle amicizie e degli affetti, altrimenti la nostra esistenza esce dai binari, noi diventiamo borderline e la società non ci vuole più bene perchè non siamo inquadrati. Batiza vuole bene a Rafaelo, si lavano i loro panni, si allenano insieme, mangiano correttamente, lavano a turno la turca, una volta alla settimana uccidono un uomo, giocano a basket, non dicono parolacce davanti a Minuto che non vuole, fanno la doccia regolarmente e si rispettano. Ma alla società non andrebbero bene comunque, perchè, seppur costretti, fanno una cosa che non è tanto bella. Eppure sono più ligi della stragrande maggioranza dei loro coetanei, e più veri e più sinceri.
Dicono che sia un libro sociale?
Forse, anche.
Ma non l'ho scritto per questo.



A chi si scandalizza io rispondo che ho raccontato ciò che conosco. Ciò che vedo. L'ho tradotto? Sicuramente. Ma al di là che un'organizzazione del genere esista e al di là che un destino come quello che ho raccontato tocchi davvero a qualche giovane scomparso, come tocca a qualche povero labrador che sparisce dal suo giardino, io ho raccontato gli avvenimenti quotidiani che avvengono con regolarità nel nostro mondo normale. La competizione, che favorisce il più forte o il più furbo, a volte il più giovane. Competizione scatenata e fomentata da chi è più vecchio e che guadagna dallo scannarsi di questi altri. Le piramidi delle anziende. Le varie agenzie immobiliari. Gli uffici postali, comunali. Persino i banchi del supermercato. La violenza non è un'eccezione, è una regola senza regole, ben accetta finchè si sta nei limiti del seminato e falciato e aiuolato.



Ho scritto un libro sovversivo? Magari.
Ma di certo non ho scritto bugie.

Paola Barbato - Mani nude
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Dei suoni...
domenica, 15 giugno 2008 - 22:54

Paola Barbato Mani Nude Romanzo Rizzoli Minuto Batiza Davide Bergamaschi



Raccapricciate. Durante la scrittura dell'intero romanzo questa è stata la colonna sonora. Incredibile ma vero. Giuro che non sto mentendo.



Mika – “Grace Kelly” – ascoltato ossessivamente in loop nei primi 30 giorni.
Mika – “Any other world”
Mika – “Over my shoulder”
ABBA – “Dancing queen”
ABBA – “Fernando”
ABBA – “Mamma mia”
ABBA – “The winner takes it all”
ABBA - "One of us"
"Mission" Soundtrack – “On earth as it is in heaven"
"Mission" Soundtrack - "Falls"
"Mission" Soundtrack - "Vita nostra"
"Mission" Soundtrack - "Gabriel's Oboe"

"Mission" Soundtrack – “Ave Maria Guarani”
"Mission" Soundtrack - "Brothers"
Mariah Carey – “All I want for Christmas”
James Blunt – “Same mistake”
Miguel Bosé – “Si tù no vuelves”
Negramaro – “Quel posto che non c’è”
Negramaro – “Neanche il mare”
Negramaro – “Cade la pioggia”
Negramaro – “Tu ricordati di me”
Mika – “Happy endings” – ascoltato da un minuto in avanti ossessivamente nella composizione e visualizzazione del finale.


... to be continued...
Paola Barbato - Mani nude
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La matematica non è un'opinione
giovedì, 12 giugno 2008 - 17:24

Paola Barbato Mani Nude Batiza Minuto Rizzoli Romanzo Blog tana per i crawler!



Nel mio libro non ci dovevano essere combattimenti. Sono seria. Anni fa, non chiedetemi quanti (io e i dettagli ci troviamo reciprocamente noiosi), Mino Damato sull'allora Telemontecarlo (credo) trasmise con valanghe di polemiche il filmato dell'esecuzione capitale di un uomo sulla sedia elettrica. Lo scopo del giornalista credo fosse mostrare realmente che cosa significano le parole "pena di morte". Personalmente non l'ho vista (attualmente odio ancora quel pubblicitario che non più di cinque anni fa fece una campagna contro l'abbandono dei cani dove in primo piano c'era un cane che ansimava sull'asfalto e che SEMBRAVA in tutto e per tutto un cane appena investito -magari invece era un cane attore che aveva solo caldo e una sete boia- ), non avrei retto (e io sono a favore della pena di morte, ma è un discorso molto lungo e molto biblico. E io sono pure agnostica, quindi pullulo di contraddizioni). Ma il giorno dopo "Blob" trasmise una carrellata dei visi delle persone che, in studio, stavano assistendo a quella scena. Io le espressioni di quelle persone non me le dimenticherò mai, e guardare quei occhi sbarrati e quelle bocche semiaperte o serrate sino quasi a scomparire è stato quasi come vedere l'esecuzione. Questa era la mia idea. A parte il primo, goffo combattimento che non era altro che una primoridiale autodifesa, avrei mostrato solo l'uccisione dell'autista e un paio di altri combattimenti, "direttamente". Fatto salvo il terzo capitolo, ovvio. Volevo che tutta la violenza fisica fosse filtrata dagli occhi del protagonista. Non mi interessavano le tecniche di combattimento, le terminologie specifiche, anzi, una volta in un romanzo abbastanza ben scritto e appassionante ho letto di punto in bianco che il protagonista dava dei calci che se non sbaglio si chiamano riff e così, completamente fuori linea, quel termine mi era sembrato incredibilmente ridicolo. Eppure era importantissimo che ci fosse una misura per la valutazione di quello che Davide vedeva. Da qui è nata l'esigenza di dare un punteggio, un valore al dolore, prima attraverso la vista, poi sottilmente attraverso l'udito, infine riportato su sé stesso. Minuto è un maestrino con la penna rossa, garbato e implacabile, che costringe Davide a guardare, lascia che si voliti addosso e poi gli rialza il mento e ripete sempre la stessa domanda:


«Allora, da uno a dieci?»


Quanto peso ha avuto questo metodo di insegnamento e di apprendimento, quanto lentamente il SIGNIFICATO di un quattro si è distaccato dalla sua concretezza? Disseminate nel libro ci sono varie sessioni di conteggio, sino all'ultima, la più innocua, la più affascinante, all'interno di un bar molisano. Un matematico non può smettere di fare calcoli, avviene sempre, anche a sua insaputa. I numeri possono portare alla pazzia, la Storia non ci insegna forse questo?
E forse sì, anche la storia.

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Bello Da Morire
domenica, 01 giugno 2008 - 02:40

Barbato Batiza Mani Minuto Nude Paola Rizzoli Romanzo. Stupidi crawlers.



In una recensione è stato sottolineato come suoni strano il tema della bellezza in un libro come questo. La bellezza, salvo rare eccezioni come "Il ritratto di Dorian Gray", è un tema considerato "leggero", e ha lo scopo di ingentilire qualsiasi testo. La bellezza nella bruttura del "mondo a parte" che ho descritto ci sta come i cavoli a merenda. Apparentemente. Cosa spinge Minuto a scegliere Davide Bergamaschi, ragazzotto della Torino-bene in mezzo a una marea di gente? Cosa lo colpisce subito? La corporatura, il fatto che Davide è alto e svetta sui suoi compagni? La giovinezza e l'idea di forza e vitalità che trasmette? Forse anche quell'atteggiamento incerto di chi è fuori luogo, fuori dal suo ambiente, fuor d'acqua e così via? Certamente ognuno di questi elementi. Ma se qualcosa di vivo era rimasto nell'animo ormai indurito di Minuto, quella cosa si chiamava curiosità. E la curiosità viene risvegliata dalla bellezza di Davide. Che non viene scelto per diventare un combattente, viene scelto come capro espiatorio, carne da macello, un bene usa-e-getta. Le cose andranno diversamente. E allora Minuto, il solo che VEDE Davide con il viso tumefatto e sporco di sangue dopo la sua prima esperienza di morte, forse ha la grande intuizione. Un combattente forte, invincibile, superiore agli altri perchè perfetto, immacolato nel fisico e nella mente. Un angelo vendicatore. Il valore aggiunto della perversione. Perchè Minuto è un mercante di morte, e non in senso lato, ma non per questo è la figura peggiore di tutte. Ci sono i clienti. E per i lavori speciali i clienti chiedono sempre solo due nomi: Batiza e Fester. L'angelo e il mostro. Il ragazzino della porta accanto, che si muove in uno svolazzo di pantaloni immacolati e di una casacca lunga come la tunica dei santi. Il gigante deturpato, quasi analfabeta, animale nei movimenti, costretto in abiti da straccione, brutale nei gesti tanto quanto è delicato nel curare la sua piccola collezione privata. Uno schiavo della sua bellezza come l'altro della sua mostruosità, al punto da renderli uguali. Perchè cosa suscita più orrore ed eccitazione? Vedere un'innocente soccombere sotto i colpi della bellezza o della mostruosità? E no, non c'è nessun errore di battitura...   

Paola Barbato - Mani nude
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